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	<description>Le Pleiadi</description>
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		<title>Cosa non dovrebbe contenere un cosmetico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[wp_12428688]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2021 15:18:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarebbe meglio evitare tutti quei cosmetici contenenti: raffinati del petrolio, Sodium Lauryl Sulphate e gli ingredienti che finiscono per “one” in quanto sono siliconi e quindi troppo occlusivi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La maggior parte delle creme in commercio contiene Petrolatum, Vaselina, Mineral Oil, Paraffinum liquidum, tutti ingredienti ottenuti dalla raffinazione del petrolio. La paraffina è sempre meglio che nei nostri cosmetici non sia presente, perché occlude i pori ostacolando la naturale traspirazione della pelle, provocando: irritazioni, dermatiti, acne, comedoni (punti neri) e pelle lucida. Da scartare anche i cosmetici che contengono Sodium Lauryl Sulphate (SLS), che è un tensioattivo schiumogeno di origine naturale ma molto aggressivo (per intenderci generalmente si trova nei detergenti per auto, per pavimenti etc..). Ma è spesso utilizzato nei prodotti cosmetici perché sgrassa energicamente, ma in realtà è troppo forte per la nostra pelle. Dopo aver utilizzato un cosmetico che lo contiene, la pelle “tira” perché il mantello idro-acido-lipidico si è alterato (pH 7-8) e l’organismo poi impiega da 4 a 12 ore per ripristinare il suo equilibrio. Oggi molte case produttrici hanno sostituito il Sodium Lauryl Sulphate (SLS) con il Sodium Laureth Sulphate o Sodium Lauryl Ether Sulfate (SLES), anch’esso è un tensioattivo ma ancora peggiore, visto che deriva dal petrolio e non è biodegradabile. Anche gli ingredienti che finiscono per “one” sarebbe meglio che fossero assenti dal cosmetico, perché sono siliconi, anche questi troppo occlusivi e, dopo sfregamento, la pelle diventa a squamette tipo pelle di serpente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LAURILETERE SOLFATO (SLES)</strong></p>
<p>È un tensioattivo e detergente usato in molte tipologie di prodotti (ad esempio dentifrici, shampoo, schiuma da barba, etc). Non è molto costoso e ha un effetto schiumogeno molto efficiente. Il sodio lauriletere solfato, insieme con composti correlati quali il laurilsolfato di sodio, è stato al centro di una campagna di allarme sanitario, forse dettata anche da logiche di concorrenza commerciale, volta ad associare alle sostanze in questione diverse proprietà tossiche tra cui la possibile insorgenza del cancro in seguito all&#8217;utilizzo quotidiano di alcuni cosmetici. In alcune legislazioni, ad esempio nello stato USA della California, viene riconosciuto legalmente come sospetto cancerogeno e ne viene sconsigliato l&#8217;utilizzo, nonché la rimozione come molecola contaminante. La Food and Drug Administration, l&#8217;ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, raccomanda il monitoraggio di questo contaminante nei cosmetici. Gli studi tossicologi effettuati non hanno evidenziato alcun particolare rischio legato all&#8217;uso in sé del SLES e la commissione americana di esperti in cosmetica della Cosmetic Ingredient Review ha inserito il sodio lauriletere solfato tra gli ingredienti sicuri. Gli unici effetti correlati alla presenza del composto nelle formulazioni cosmetiche sono possibili irritazioni peraltro comuni anche con altri ingredienti affini, in quanto tensioattivi, e eventuali problemi sanitari verrebbero attribuiti esclusivamente ai possibili contaminanti il prodotto commerciale.</p>
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		<title>Da cosa è composto un cosmetico</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2021 15:14:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[I cosmetici sono costituiti essenzialmente da 3 categorie di sostanze: principio attivo, eccipiente, additivo...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I cosmetici sono costituiti essenzialmente da 3 categorie di sostanze:</p>
<ol>
<li>principio attivo: è quella parte di sostanza che svolge la funzione per cui il prodotto viene venduto. Ad esempio per un prodotto abbronzante il principio attivo è quella parte che stimola l&#8217;abbronzatura.</li>
<li>eccipiente: è quella parte di prodotto che da forma allo stesso. Può essere fatto di sostanze inerti (cioè che non svolgono alcuna funzione cosmetica) oppure svolgere esso stesso funzione idratante o emolliente (ammorbidimento dei tessuti)</li>
<li>additivo: sostanze aggiunte allo scopo di colorare, profumare e favorire la conservazione del prodotto per un certo periodo.</li>
</ol>
<p>I principi attivi dei cosmetici, tenuto conto della direttiva CE n 1223/2009, possono avere varia natura e cioè:</p>
<ul>
<li>origine minerale: soprattutto sali di alluminio e oligominerali (manganese, rame, zinco ecc.)</li>
<li>origine vegetale: come olii e burri che, utilizzati spesso come eccipienti, svolgono anche funzione attiva perché emollienti, nutrienti, elasticizzanti o comunque in grado di migliorare lo stato fisiologico della pelle.</li>
<li>origine animale: come acido ialuronico, collagene, elastina ecc.</li>
<li>prodotti di sintesi: come i filtri anti UVA e anti UVB creati in laboratorio e in grado di riflettere questi raggi.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco alcune indicazioni per una più facile lettura delle lista degli ingredienti dei cosmetici:</p>
<ol>
<li>Tutti gli ingredienti nei cosmetici sono elencati in ordine decrescente di concentrazione. Al primo posto è riportato l’ingrediente contenuto in percentuale più alta e di seguito gli altri, fino a quello contenuto in percentuale più bassa. Gli ingredienti presenti a concentrazioni inferiori all’1% possono essere indicati in ordine sparso.</li>
<li>Gli ingredienti di derivazione vegetale che non hanno subito processi chimici sono espressi tramite il loro nome botanico latino seguito dalla parte di essi utilizzata in lingua inglese (se pertinente) e dal tipo di derivato.</li>
<li>Gli ingredienti di derivazione vegetale che hanno subito una trasformazione chimica sono indicati con il nome della pianta o del derivato biologico seguito dal corrispondente nome chimico in lingua inglese.</li>
<li>Le fragranze sintetiche vengono generalmente espresse con la voce parfum.</li>
<li>I coloranti aggiunti vengono indicati con la sigla C.I. (colour index) seguita da un numero identificativo (tranne i coloranti per capelli, che devono sempre essere indicati col loro nome chimico inglese). Nel caso in cui siano presenti dei coloranti, si utilizzano le numerazioni secondo un registro di riferimento per le sostanze coloranti conosciuto come il Colour Index International, facilmente riconoscibili da una serie di cinque cifre precedute dalla sigla CI (CI xxxxx).</li>
</ol>
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		<title>Perchè scegliere un cosmetico artigianale a km zero</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2021 15:08:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Affidarsi a buoni prodotti biologici è un aspetto importantissimo visto che la nostra pelle assorbe più del 60% di ciò che applichiamo su di essa...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La nostra scelta di campo è stata riferirsi ad un laboratorio cosmetico femminile a conduzione familiare, distante una manciata di kilometri dalle nostre case, dove la cosmetologa leader dall’alto del suo fascino over 70, il suo aspetto curato e sofisticato senza un minimo di trucco, è una donna di mente acuta e grandissima esperienza, grazie alla capacità con cui riesce ad essere oltre che moglie, mamma e nonna, anche manager all’avanguardia.</p>
<p>Anche nel campo della <strong>cosmesi</strong>, affidarsi a buoni prodotti biologici, vuol dire scegliere cosmetici che siano naturali al 100% e provenienti da agricoltura biologica: un aspetto importantissimo, visto che la nostra pelle assorbe più del <strong>60% delle sostanze</strong> che applichiamo su di essa.</p>
<p>É un ritorno alla <strong>natura</strong> che favorisce le risorse rinnovabili, e tutela completamente il consumatore: il tutto regolamentato da numerose normative di legge a livello della comunità europea.</p>
<p>Nella sua accezione più nobile, tutti i prodotti a km0 sono naturali ed a basso impatto ambientale. Il principio secondo cui un produttore vende direttamente il suo prodotto all’acquirente, è ecosostenibile da più punti di vista. Accorciare le distanze non solo aiuta l’ambiente, ma promuove un ritorno al rapporto di fiducia che s’instaura tra il produttore e l’azienda, inoltre le spese ed il consumo di carburante per il trasporto vengono notevolmente diminuite.</p>
]]></content:encoded>
					
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